Patologie dell’aorta

Dissezione aortica tipo A

Cos’è?
La dissezione o dissecazione aortica di tipo A (ossia coinvolgente l’aorta dal suo tratto ascendente intrapericardico e/o l’arco dell’aorta) fa parte, insieme all’ematoma intramurale, all’ulcera penetrante e alla rottura aortica, delle sindromi aortiche acute. Si verifica in presenza di una lesione (breccia) nello spessore della parete dell’aorta, tra la tunica media e l’intima che porta alla creazione, tra questi due strati, di un “falso lume”, nel quale si infiltra il sangue. Il quadro raramente rimane localizzato e spesso progredisce slaminando la parete aortica fino, in certi casi, a estrinsecarsi all’esterno del vaso.

 

Quali sono i sintomi?
Il paziente con dissezione aortica acuta presenta quasi sempre una sintomatologia precisa: un forte dolore nella parte centrale del torace, interscapolare, che si può accompagnare o meno a perdita di coscienza e alterazioni dello stato neurologico. Generalmente questo dolore migra al collo, alla zona interscapolare e poi scende lungo il dorso. Tipici fattori di rischio sono l’ipertensione arteriosa ed alcuni sindromi congenite (es. Sindrome di Marfan, Sindrome di Ehlers-Danlos IV, Sindrome di Loeys-Dietz, ecc).

 

Come si diagnostica?
La tecnica diagnostica gold-standard per identificare questo tipo di patologia è l’Angio-TAC, che permette di visualizzare i vasi e quindi lo slaminamento della parete aortica, nonché la sua estensione. Un primo sospetto viene però spesso posto con un esame ecocardiografico.

 

Che complicanze ha?
La dissezione artica è rapidamente fatale senza una diagnosi e un trattamento chirurgico precoci. La mortalità nei casi non trattati aumenta dell’1-2%/per ogni ora successiva all’inizio dei sintomi, e la metà dei pazienti va incontro a decesso entro 30 giorni. Il rischio di morte è aumentato nei pazienti che, all’esordio, presentano complicanze ischemiche a carico degli orgnai “nobili” (tamponamento cardiaco, ischemia/infarto miocardico o malperfusione cerebrale, renale o viscerale). Tuttavia anche il trattamento chirurgico è gravato da tassi di mortalità elevata, stimata in letteratura del 10% a 24h e del 20% a 30 giorni.

 

Qual è il trattamento?
Il tipo di intervento chirurgico a cui si può essere sottoposti varia a seconda del coinvolgimento o meno della valvola aortica, della localizzazione della breccia intimale e dalla presenza di altri difetti cardiaci associati. Di regola è necessario un periodo di arresto totale del circolo per permettere la visualizzazione e il successivo gesto chirurgico sull’arco aortico. Si andrà quindi dalla sola sostituzione dell’aorta ascendente con una protesi vascolare, alla sostituzione dell’aorta ascendente e dell’arco con reimpianto dei tronchi sovraortici. Se coinvolta anche la valvola aortica essa potrà essere sostituita con o senza chirurgia della radice aortica: cosiddetto intervento di Bentall-de Bono (resezione dell’aorta ascendente dilatata fino all’anello aortico, escissione delle coronarie attorno a un bottone di parete aortica e sua sostituzione con una protesi composita -un condotto sintetico alla cui estremità viene inserita una protesi valvolare aortica- su cui vengono reimpiantate le arterie coronarie); di Tirone David o di Yacoub (per mezzo della quali la valvola aortica nativa viene reimpiantata sulla protesi tubulare).

Sindrome Aortica

Aneurisma aortico

Cos’è?
L’aneurisma aortico è una dilatazione patologica di un segmento dell’aorta, ed è dovuto ad alterazioni dei costituenti elastici e muscolari della parete aortica. Nel tempo l’aneurisma è destinato a incrementare il suo volume secondo leggi fisiche per cui il sangue in movimento in corrispondenza della parete dilatata ha una velocità inferiore ma una pressione maggiore. La minore velocità del sangue in questi tratti può portare alla formazione di trombi parietali. Tutte queste alterazioni portano, inoltre, a fenomeni di ispessimento, assottigliamento, rigonfiamento e restringimento sino alle più gravi conseguenze quali lacerazione, dissezione e rottura.

 

Quali sono i sintomi?
I sintomi sono molto variabili, dalla totale asintomaticità nelle fasi precoci alla comparsa di forti dolori al torace in caso di rottura dell’aneurisma. Qualora l’aneurisma raggiunga dimensioni tali da comprimere gli organi adiacenti, possono insorgere sintomi quali disfagia (disturbo della deglutizione), dispnea (mancanza d’aria) o mutamenti nel tono della voce, fino alla fistolizzazione (apertura) dell’aneurisma nei visceri cavi (emottisi= espettorazione di sangue, ematemesi = vomito frammisto a sangue).

 

Come si diagnostica?
La tecnica diagnostica gold-standard per identificare questo tipo di patologia è l’Angio-TAC che permette una adeguata valutazione delle dimensioni dell’aneurisma stesso. Molto spesso, la diagnosi, considerata l’asintomaticità, avviene su base ecocardiografica incidentale.

 

Qual è il trattamento?
Se non trattati chirurgicamente, gli aneurismi sono destinati alla rottura. Il rischio di rottura è direttamente proporzionale alle dimensioni dell’aneurisma e dipende dal controllo pressorio che si ottiene mediante terapia medica. L’intervento classico consiste nella sostituzione del tratto aneurismatico dell’aorta con una protesi vascolare. Se invece anche la valvola aortica è compromessa, si possono utilizzare la tecnica di Bentall (resezione dell’aorta ascendente dilatata fino all’anello aortico, escissione delle coronarie attorno a un bottone di parete aortica e sua sostituzione con una protesi composita -un condotto sintetico alla cui estremità viene inserita una protesi valvolare aortica- su cui vengono reimpiantate le arterie coronarie); di Tirone David o di Yacoub (per mezzo della quali la valvola aortica nativa viene reimpiantata sulla protesi tubulare).

 

TEVAR

Il trattamento endovascolare di aneurismi e dissezioni dell’aorta discendente (di tipo B) consiste nel posizionamento, all’interno del tratto patologico del vaso, di una protesi vascolare.
Questa è costituita da un’anima in metallo e rivestita da materiale sintetico. L’operazione consiste nell’incisione di un vaso (nella maggior parte dei casi l’arteria femorale -a livello dell’inguine) all’interno del quale la protesi viene fatta avanzare sotto guida radioscopica sino a raggiungere la posizione desiderata, dove viene aperta. Il corretto posizionamento viene controllato mediante un’angiografia finale. Questo tipo di intervento viene eseguito presso il nostro centro in collaborazione coi medici radiologi interventistici.